Sale: limitiamo i danni

Il comune sale da cucina (cloruro di sodio) contiene circa 0,4 g di sodio per grammo. L’OMS raccomanda, per gli adulti, di non superare la dose giornaliera di 5 g di sale pari a circa 2 g di sodio. In realtà studi recenti hanno dimostrato che molti di noi consumano circa il doppio della quantità massima consentita.

Ciò spesso accade perché si ha l’abitudine ad aggiungere sale ad alimenti che già ne contengono alte quantità. La Food Standards Agency considera ad alto contenuto di sale i cibi che ne contengono più di 1,5 g per 100 g; a basso contenuto di sale quelli che ne contengono al massimo 0,3 g per 100 g di prodotto; tutti gli altri alimenti che si trovano tra questi due estremi sono considerati a contenuto medio di sale.

L’effetto immediato del consumo eccessivo di sale è l’aumento della pressione arteriosa che può portare all’insorgenza di malattie dei vasi sanguigni, del cuore, dei reni, a tumori dello stomaco e a osteoporosi poiché  favorisce la perdita di calcio.

Possiamo adottare vari accorgimenti per ridurre l’assunzione del sale:

  • Utilizzare spezie, erbe aromatiche, cipolla, aglio, succo di limone o aceto per dare più sapore agli alimenti
  • Limitare gli snack come patatine, noccioline salate, salatini etc…
  • Leggere le etichette e fare attenzione a cibi che sono ad alto contenuto di sale come  salsicce, dado, prosciutto, cereali per la colazione, ketchup, salsa di soia, maionese, formaggi,biscotti, merendine etc…
  • Ogni volta che si preparano pasti in casa, limitare la quantità di sale indicata nella ricetta
  • Fare attenzione che in alcuni alimenti il contenuto di sale viene spesso indicato come contenuto di sodio: in questo caso per convertire i livelli di sodio in quelli di sale basta moltiplicarli per 2,5