La “nostra” dieta Mediterranea

E’ stata dichiarata “Patrimonio orale ed immateriale dell’umanità” dall’UNESCO per il contributo positivo che offre ai fini di un buon stato di salute.

Lo scienziato che ne scoprì l’efficacia e ne fece oggetto di studio fu il biologo, fisiologo e nutrizionista Ancel Benjamin Keys.

Il professore statunitense presso l’università del Minnesota, fu inviato durante la Seconda Guerra Mondiale in Italia per occuparsi del programma di alimentazione dell’esercito Americano (Razione K).

Negli anni ’50 partecipò al “Convegno sull’Alimentazione” a Roma e, rimase colpito dalla bassa incidenza di malattie cardiovascolari  della regione Campania. Successivamente si trasferì a Pioppi presso il comune di Pollica (Cilento) dove iniziò a studiare accuratamente, con alcuni suoi collaboratori, l’alimentazione locale soprattutto dei contadini.

Giunse così alla conclusione che questo tipo di dieta, che prevede il consumo di pane, pasta, verdura, legumi, olio extra-vergine di oliva, vino e pochissima carne, è un modello ideale per mantenere un buon stato di salute.

Divulgò i suoi studi pubblicando “Eat well and stay well” nel quale parla per la prima volta di “Mediterranean Diet.

Lo studio di Keys ha avuto una risonanza mondiale e l’efficacia dell’alimentazione mediterranea è stata da lui stesso sperimentata: è infatti rimasto a Pioppi per 28 anni ed morto all’età di 100 anni!!!

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Oggi tutto il mondo apprezza il valore di questo modello di alimentazione: è noto infatti la sua capacità di prevenzione dell’obesità, diabete, bulimia, patologie cardiovascolari e (grazie al potere antiossidante dell’olio di oliva e al consumo di verdura e ortaggi) tumorali.

La Dieta Mediterranea viene spesso schematizzata in una piramide alimentare che indica gli alimenti da consumare con maggiore frequenza fino a quelli da limitare ad una volta la settimana (carni rosse e dolci). Fanno da base alla piramide:

  • i cereali, per soddisfare il fabbisogno energetico grazie ai carboidrati
  • legumi, ortaggi, frutta olio d oliva per integrare la quota proteica (le proteine dei legumi e quelle dei cereali si completano perché sono rispettivamente povere di  metionina e lisina) e per fornire acidi grassi insaturi, vitamine, fibre e sali minerali.

Il latte e i suoi derivati sono importanti per la quota di calcio fornita, mentre l’apporto di proteine “nobili” e del ferro sono fornite da uova, latte e carni “bianche”  da preferire a quelle bovine.

Purtroppo in Italia va crescendo giorno per giorno il consumo di carne a discapito di verdura ed ortaggi, come si può constatare dall’aumentata incidenza di obesità e sovrappeso già a partire dall’infanzia.

Mentre gli altri paesi cercano di far tesoro di questo Patrimonio, noi non ne abbiamo più la stessa considerazione. Il Ministero della Salute ha incaricato l’Istituto di Scienze dell’Alimentazione dell’università di Roma “La Sapienza” di elaborare un modello di alimentazione adatto ai giorni nostri e allo stile di vita attuale, consultabile su www.piramideitaliana.it.

E’ importante che ognuno faccia la propria parte per riportare la Dieta Meditearranea qui, nella terra dove è nata.